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storia
LA FOLLIA DEL «BENE»Una recente serie televisiva, Gli anni spezzati, ci ha riportato nel clima degli anni ’70, quelli del terrorismo. >> Leggi.....
Le «campagne» contro le «città del mondo» A un giovane nato dopo quegli anni, può apparire un periodo folle, senza senso: cosa volevano i terroristi? ed a chi poteva venire in mente se non ad organizzazioni criminali di sparare a magistrati, poliziotti, industriali, dirigenti, addirittura sindacalisti? Eppure il periodo che viviamo è figlio diretto di quegli anni, di ciò ch’è accaduto, delle scelte fatte allora, delle strade che si imboccarono e di quelle che si abbandonarono. >> Leggi.....
Nell’America del primo dopoguerra, funestata da un aumento della criminalità ordinaria, prende corpo e si diffonde la paura di una rivoluzione anarchica e comunista, posizioni spesso considerate alla stregua di un indistinto nucleo di ribellione contro l’ordine costituito. >> Leggi.....
Nicola and Bart, un processo esemplare
La vicenda, nelle sue linee di fondo, è nota. Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti erano due italiani di credo anarchico emigrati negli Stati Uniti. Arrestati . Arrestati nel maggio del 1920, con l’accusa di rapina e duplice omicidio, vengono condannati alla pena capitale. Nonostante molti dubbi sulle modalità processuali comincino a farsi strada in una porzione dell’opinione pubblica americana e nella stampa (persino in quella quasi reazionaria), e nonostante il moltiplicarsi di manifestazioni di protesta in varie parti del mondo e di appelli in favore della loro liberazione, le mozioni per l’apertura di un nuovo processo non vengono accolte. Il 23 agosto 1927 i due anarchici salgono sulla sedia elettrica. Passati cinquant’anni esatti il governatore del Massachusetts, Michael Dukakis, li riabiliterà ufficialmente. >> Leggi.....
LA POLONIA E L’IMPERO DEL BENE
Reagan aveva definito l’Urss e i paesi dell’Est come l’«impero del male». Può essere comodo definire così il comunismo. >> Leggi.....
«L’IDEALE… NOSTRO ALFINE SARÀ»Più di settant’anni di storia. È la storia di un gigantesco tentativo, su scala mondiale. È la storia della costruzione del comunismo, del cosiddetto socialismo reale. È quanto si credeva realizzato, in Unione Sovietica e nelle cosiddette democrazie popolari. E’ quanto, in modo ancora più radicale , si credeva realizzato in Cina, in Vietnam, in Cambogia. È quanto sopravvive ancora a Cuba e nella Corea del Nord. >> Leggi.....
Mille trentini partiti austriaci, tornati italiani Nel 1511, con il Landlibell (noto in italiano come Libello dell’Undici), Massimiliano I d’Austria Imperatore del Sacro Romano Impero concesse alcuni privilegi ai sudditi dei Principati tirolesi di Trento e Bressanone. >> Leggi.....
Des Ambrois, chi era costui? Una breve via nei pressi di piazza Carlina, una lapide in Prefettura, un liceo ad Oulx dov’era nato. Pochi i ricordi che Torino e il Piemonte riservano a Luigi Des Ambrois de Névache, ministro con Carlo Alberto prima e dopo lo Statuto, presidente del Consiglio di Stato, deputato e senatore, e infine, in quella Roma in cui si considerava «un orso sceso dalle Alpi» con un cognome impronunciabile, presidente del Senato fino al giorno della morte, il 4 dicembre 1874. Poco più di un mese prima nel discorso d’insediamento aveva affermato: «Alieni da ogni spirito di parte amiamo la moderazione che non nasce dalla debolezza, ma è culto della ragione e della giustizia, siamo conservatori senza avversare il progresso». Un sintetico testamento spirituale che ben riassume la vita trascorsa al servizio dello stato, la formazione perfettamente in equilibrio tra due lingue e due culture, la francese e l’italiana, e l’abilità nel tessere compromessi di alto profilo nelle situazioni più difficili. >> Leggi.....
Il mio Novecento incompiuto Pubblichiamo l’ultima parte della lectio discipularis tenuta da Raniero La Valle il 19 febbraio per il suo ottantesimo compleanno. >> Leggi.....
Prima della Rivoluzione Correva l’anno 1343 quando, il 29 maggio, regnante il papa avignonese ClementeVI, tra Umberto II (delfino di Vienne, principe di Briançon e marchese di Cesana) e le comunità brianzonesi, rappresentate dai loro procuratori, fu firmata la Grande Charte des libertés briançonnaises. Con tale solenne documento, il cui originale in lingua occitana ancora si conserva nel municipio del capoluogo, tutti i diritti feudali del delfino erano «ceduti, rimessi e trasmessi in perpetuo» alle comunità locali, nelle quali i consoli e i sindaci, eletti dai capifamiglia, li avrebbero amministrati in piena autonomia. Per contro i territori federati (escartoun) si impegnavano ogni anno, «il 2 febbraio, Festa della Purificazione», a versare al principe un tributo di 12.000 fiorini, pagati dalle comunità secondo criteri da loro stesse stabiliti, senza alcun obbligo di rendiconto. >> Leggi..... Pagina: Indietro 1 2 3 4 5 6 7 Prossima |
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