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etica
A che cosa serve la ricchezza? Chi sostiene che la colpa maggiore del capitalismo consista nello sfruttamento dei poveri del mondo al punto da causare la morte per fame di un notevole numero di persone, potrebbe rimanere sconcertato nell'apprendere che la popolazione mondiale è più che raddoppiata in questi ultimi cinquant'anni. >> Leggi.....
NON ABBIAMO VIAGGIATO INVANO Gli antichi chiamavano “confessioni” le pagine personali affidate al lettore che si spera benevolo. L'età, gli anni che passano, non sono una perdita, ma un guadagno. Perdi qualcosa e incontri, acquisti, ricevi in dono – come un dono è la vita – altro, cose nuove, risultati di ciò che lasci e di ciò che ti attende. >> Leggi.....
ESISTE SOLO CIÒ CHE È “NARRABILE”?
«È infinitamente più facile soffrire comunitariamente che soffrire in solitudine, infinitamente più facile soffrire nel corpo che nello spirito». Queste affermazioni di Bonhoeffer (Resistenza e resa, Paoline 1988, p. 71) dovrebbero essere imparate a memoria e appese al muro da chi tende a dimenticare, a rimuovere, ciò che significa sofferenza in solitudine e sofferenza nello spirito. Ma bisognerebbe aggiungere: «È infinitamente più facile soffrire quando possiamo narrare la nostra sofferenza». >> Leggi.....
PRELUDIO E FUGHE SUL BENE E SUL MALE >> Leggi.....
Il processo di Eichmann a Gerusalemme
Ci sono classici più citati che letti. Da molto tempo la formula della «banalità del male» viene usata (e abusata). A 50 anni dalla pubblicazione del libro omonimo (1963), e dopo la proiezione − finalmente anche in Italia, ma solo nel Giorno della Memoria − del film di Margaret von Trotta dal titolo Hannah Arendt, vogliamo rileggere questo classico, cercando di andare oltre alla formula stereotipata. >> Leggi.....
Quel fossato di coccodrilli tra Europa e Africa «Chi di noi ha pianto per questo fatto e per fatti come questo?». >> Leggi.....
Ascoltando La vie en rose
«C’est lui pour moi, moi pour lui dans la vie. Il me l’a dit, l’a juré pour la vie...». Dalla radio escono le note de La vie en rose, forse la canzone francese più famosa del Novecento. Di sicuro quella più famosa di Edith Piaf, quella nella quale viene spontaneo identificarla. >> Leggi.....
«Sono convinto» non significa «Taci» Capita di avere discussioni in cui si finisce a riaffermare il proprio punto di vista, al punto che qualcuno sbotta: «Mai un dubbio?». Capita anche in redazione, sia quella settimanale in carne e ossa sia nel vorticoso giro di mail tra noi redattori. Di qui la riflessione quasi “lirica” di Peyretti: essere persuasi della bontà dei propri convincimenti non significa, o non dovrebbe significare, rifiutare di porsi in gioco in un vero dialogo. Il dialogo non presuppone l’esistenza di tabulae rasae. (a. r.) >> Leggi.....
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Per nascita, siamo degni Gandhi diceva che non può essere nonviolento chi non crede in Dio. Quindi si poneva in quella morale tutta oggettivistica, esterna, non costruita storicamente dall'uomo, negata da certo pensiero morale contemporaneo? >> Leggi..... Pagina: Indietro 1 2 3 4 Prossima |
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